La nostra storia
Mi chiamo Clelia e sono la proprietaria di Casa Romè, un casale che è appartenuto alla mia famiglia e che ora gestisco insieme ai miei figli Alberto e Marianna.
Non è facile per me raccontarvi Casa Romè perchè c' è dentro tanto amore, quello tra i miei genitori e tantissimi ricordi di noi quando eravamo bambini.
Ho voluto recuperare la nostra casa paterna per restituirle vita e anima, e trasformarla in una dimora accogliente per chi desidera scoprire la bellezza autentica dei monti Sibillini e respirare l' amore e la pace di Casa Romè.
Più che una semplice casa per gli ospiti, è un progetto nato dall’amore per questi luoghi: un modo per trasmettere a chi arriva qui la stessa emozione che provo ogni volta che guardo il lago e ascolto il vento tra gli alberi.
Questa è in breve la storia di Casa Romè.
Era il 1972, domenica 26 novembre, quando il terremoto colpì la provincia di Ascoli, danneggiando la casa di montagna della mia famiglia.
Ci sarebbero voluti più di 10 anni prima di rientrarvi nuovamente. Ma il forte richiamo e l'amore per questi posti, non ha fermato i miei genitori dal ristrutturare in brevissimo tempo un'altra dimora dove poter trascorrere felicemente la nostra infanzia.Cosi è iniziata la storia di Rome'...
Il nome Romè nasce dall' appellativo della casata di chi l' ha abitata in precedenza insieme alla sua famiglia: Mimì de Romè appunto.
Nella foto si intravedono una donna e una bambina, siamo io e mia nonna paterna.
Qui io ed i miei fratelli abbiamo vissuto anni indimenticabili, in cui il gioco si mescolava alla scoperta dei luoghi intorno casa, frammenti di vita impressi nei nostri cuori per sempre, le mille strade percorse o inventate ci hanno accompagnato per tanti anni, il sorriso di noi bambini, quella luce negli occhi sempre alla ricerca di qualcosa da scoprire ...come piccoli Indiana Jones, curiosi e a volte irresponsabili come tutti i bambini felici! Questa è la storia di Romè, questa è la storia della mia famiglia.
Recuperare questa dimora è stato per me un atto di cura e di memoria, ma anche un invito: entrare, fermarsi, respirare e lasciarsi avvolgere dalla natura incontaminata dei Monti Sibillini e dalla pace che si respira a Casa Romè.




